È morta all’età di 84 anni Claudine Longet, la cantante e attrice di origine francese la cui vita si è intrecciata con uno dei casi legali più clamorosi degli anni ’70. La sua morte è stata confermata dal nipote, Bryan Longet, che ha annunciato la notizia giovedì tramite i social media.

Longet, originaria di Parigi, ha iniziato la sua carriera nel mondo dello spettacolo come attrice bambina in Francia prima di ottenere il riconoscimento internazionale negli Stati Uniti. Forse è ricordata soprattutto per la sua ballata di bossa nova “Nothing to Lose”, che ha avuto un posto di rilievo nel film del 1968 The Party insieme a Peter Sellers. Prima dei suoi problemi legali, ha goduto di una carriera discografica di successo con album come Claudine ed è apparsa in numerose produzioni televisive.

Un matrimonio e una tragedia di alto profilo

Il personaggio pubblico di Longet cambiò radicalmente dopo aver incontrato il crooner americano Andy Williams all’inizio degli anni ’60 mentre ballava in una rivista di Las Vegas. La coppia si sposò ed ebbe tre figli, ma divorziò a metà degli anni ’70. Dopo la separazione, Longet si trasferì ad Aspen, in Colorado, dove iniziò una relazione con Vladimir “Spider” Sabich, uno sciatore olimpico che aveva gareggiato per gli Stati Uniti ai Giochi invernali del 1968.

Il 21 marzo 1976, Longet sparò a Sabich a casa loro. Secondo il suo racconto, aveva in mano una pistola Luger che Sabich le aveva mostrato quando ha sparato accidentalmente. Sabich, 31 anni, è morto per un unico colpo di pistola all’addome. Longet lo ha accompagnato in ambulanza all’ospedale, dove in seguito è morto a causa delle ferite riportate.

Il processo che ha affascinato il mondo

Il processo successivo attirò un intenso controllo da parte dei media e l’attenzione di tutto il mondo. Andy Williams, nonostante il divorzio, rimase un convinto sostenitore di Longet. L’ha scortata avanti e indietro dal tribunale, ha coperto le sue spese legali e ha difeso pubblicamente la sua innocenza. In un’intervista del 2009 con CBS This Morning, Williams ha dichiarato: “Pensavo fosse ingiusto, pensavo che fosse innocente, pensavo fosse un incidente.”

Longet è stato accusato di omicidio colposo. Tuttavia, l’accusa ha dovuto affrontare ostacoli significativi a causa di errori procedurali da parte delle forze dell’ordine, inclusa la raccolta di un campione di sangue da Longet senza mandato. Dopo quattro giorni di deliberazione, nel gennaio 1977, la giuria la condannò per omicidio colposo.

La sentenza è stata relativamente clemente: Longet ha ricevuto due anni di libertà vigilata, una multa di 250 dollari e una pena detentiva di 30 giorni, che ha scontato nelle date di sua scelta.

Conseguenze ed eredità

La condanna pose effettivamente fine alla carriera di Longet nell’intrattenimento. È diventata oggetto di pubblica derisione, è apparsa in uno sketch del Saturday Night Live e viene citata nel brano inedito dei Rolling Stones “Claudine”, che includeva il testo provocatorio, “Claudine è tornata di nuovo in prigione.”

Negli anni successivi al processo, Longet sposò il suo avvocato difensore, Ron Austin, e continuò a vivere ad Aspen. Nel 1977, la famiglia di Sabich ha intentato una causa civile da 1,3 milioni di dollari contro di lei. Le due parti alla fine raggiunsero un accordo che includeva una clausola rigorosa che vietava a Longet di discutere pubblicamente di Sabich o del processo.

La vita di Longet rimane un esempio toccante di quanto velocemente la fama possa trasformarsi in infamia e di come le complessità del sistema legale possano lasciare cicatrici durature nell’eredità personale e professionale.

In conclusione: Il viaggio di Claudine Longet da celebre cantante al centro di un processo nazionale per omicidio colposo ha segnato una tragica svolta nella sua vita. La sua morte chiude il capitolo di una storia che da tempo affascina il pubblico, fondendo elementi del glamour di Hollywood, degli sport olimpici e del dramma legale.