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Il silenzio degli influencer sulle azioni dell’ICE alimenta l’indignazione e l’erosione della fiducia

L’attuale indignazione rivolta agli influencer che rimangono in silenzio sulle azioni dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) evidenzia una crescente aspettativa di responsabilità nell’era digitale. I follower sono sempre più espliciti nel chiedere che i creatori di contenuti utilizzino le loro piattaforme per condannare la violenza, le separazioni familiari e i maltrattamenti sistemici perpetrati dall’ICE. Molti influencer, tuttavia, evitano il coinvolgimento diretto, spesso citando il desiderio di mantenere un feed “leggero” o apolitico. Questo approccio sta scatenando forti reazioni, alimentate da un senso di tradimento e di abbandono.

La psicologia delle relazioni parasociali

I terapisti spiegano che il pubblico sviluppa attaccamenti parasociali verso gli influencer, provando un senso di fiducia e ammirazione per figure che non conoscono personalmente. Quando queste figure rimangono in silenzio durante i periodi di danno collettivo, sembra una rottura relazionale.

“Queste sono persone che in realtà non conosciamo, ma di cui ci fidiamo e le ammiriamo”, afferma Emma Shandy Anway, terapista matrimoniale e familiare.

Questo silenzio non è solo percepito come indifferenza; è interpretato come un allineamento attivo con le strutture di potere oppressive.

Il silenzio implica consenso

Rimanere neutrali o in silenzio sulle azioni dell’ICE è visto da molti come una tacita approvazione. Meghan Watson, fondatrice di Bloom Psychology & Wellness, osserva che questa inerzia rafforza l’abuso di potere, inviando il messaggio che non c’è nulla da condannare.

“Quando sei in silenzio, quell’allineamento implicito con il potere… è, penso, che induce rabbia per molte persone.”

L’aspettativa di trasparenza viene ulteriormente violata quando gli influencer, che spesso condividono dettagli personali sulla loro vita, diventano improvvisamente opachi su questioni critiche. Questa incoerenza alimenta la sfiducia e spinge i follower a mettere in dubbio l’autenticità della relazione.

Neutralità come cancellazione del danno

Alcuni influencer tentano di affrontare la situazione con dichiarazioni “neutre”, come confrontare le morti legate all’ICE con tragedie non correlate. Questo approccio è ampiamente condannato perché minimizza il danno reale.

“La neutralità è una di quelle cose che richiedono davvero una distanza dal pericolo”, spiega Shandy Anway. “Puoi permetterti di non impegnarti.”

Questa neutralità è spesso vista come un privilegio derivante dalla mancanza di rischio personale, rendendola particolarmente offensiva per coloro che sono direttamente colpiti dalle azioni dell’ICE.

Il problema della reciprocità

Gli influencer fanno affidamento sulle proprie community per il coinvolgimento, gli acquisti e la crescita della piattaforma. Tuttavia, quando queste comunità affrontano un trauma, molti influencer non riescono a ricambiare il sostegno, dando priorità alla monetizzazione rispetto all’allineamento morale. Questa disconnessione rompe il contratto implicito tra creatore e seguace.

“Si tratta di persone la cui carriera e il cui seguito hanno beneficiato della comunità… ma quando si tratta di quella persona che mostra sostegno collettivo ad altre persone, [alcuni] non sono disposti a farlo.”

Il problema principale è che gli influencer non sono celebrità; sono stati elevati dal loro pubblico. Il loro silenzio sembra un tradimento di quella dinamica di potere fondamentale.

Punti ciechi sistemici

Mentre l’indignazione si concentra sugli attuali abusi dell’ICE, i terapisti sottolineano anche il disprezzo sistemico di lunga data per le comunità emarginate. Lo shock espresso da alcuni influencer sembra falso per coloro che sono stati a lungo testimoni di violenze simili senza un riconoscimento diffuso. Il modello di violenza contro le comunità nere e marroni è antecedente al momento attuale e l’indignazione selettiva rafforza le disuguaglianze storiche.

La richiesta da parte degli influencer di parlare non riguarda solo questo specifico incidente; si tratta di stabilire uno standard di responsabilità morale all’interno dell’economia dell’influencer. Il silenzio non è più un’opzione quando il pubblico si aspetta il rispetto della giustizia e della dignità umana.

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